A 800 anni Francesco si rivela ancora!

 

Il protagonista principale è lo stesso: Giovanni Di Bernardone, meglio noto come Francesco d’Assisi. Ma lo sguardo non è lo stesso. 


L’opera di Aldo Cazzullo, edita da HamperCollins, ha un taglio divulgativo e, come dice lo stesso sottotitolo – “Il primo italiano” —, ha il chiaro intento di mostrare come quest’uomo vissuto ottocento anni fa sia il “meglio” che gli italiani, il popolo italico sappia esprimere. La lente con cui il giornalista legge o meglio rilegge la vicenda di Francesco è letteraria: più volte viene citato uno scritto poco conosciuto di Herman Hesse sul più noto dei cittadini di Assisi. Ne risulta comunque un libro agile e piacevole. 

L’opera di Alessandro Barbero, edita da Laterza, ha un taglio prettamente storico. In sette capitoli attraverso le diverse fonti storiche in nostro possesso fa emergere quel processo che ha portato il movimento francescano da Tommaso da Celano a Bonaventura da Bagnoregio a “creare” un santo. Il libro si intitolo infatti “San Francesco”. 


L’indubbio merito di queste due opere è quello di far riemergere dal buio questo grande personaggio della cristianità. Perché se è vero che la devozione popolare ha sempre amato Francesco (e a lui ricorre), è altrettanto vero che la cultura fa fatica ad appropriarsene, lo tiene a distanza, come se temesse di scottarsi, studiandolo e parlandone. Certo alcune categorie che sono state date a Francesco — pacifista, ambientalista per esempio — sono moderne, rappresentano il nostro modo di inquadrare un personaggio con la nostra mentalità, ma — forse — nascondono la meraviglia, lo stupore per tutti quei gesti compiuti e quelle parole dette che appaiono a noi moderni straordinarie anche oggi. Insomma a ottocento anni dalla sua morte Francesco si rivela ancora!

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