I paradossi del cattolicesimo borghese (5). Le ragioni di una pastorale non efficace.

 

·     

Nelle nostre comunità si sprecano, con risultati non sempre positivi, energie e risorse per una pastorale che, sostanzialmente, è rimasta quella pre-conciliare: amministrare il cosiddetto sacramento della “Prima Comunione” e quella della Cresima. Siamo di fronte ad una pastorale che cerca di intercettare bambini e ragazzi, di trasmettere delle nozioni, delle idee come se Dio e l’incontro con Dio fosse una nozione da avere o un’idea da possedere. Dopo la Cresima? Anche dopo qualcosa viene tentato: percorsi di pastorale giovanile, di pastorale vocazionale, di pastorale familiare. Sotto queste classificazioni si nasconde, però, un vizio di fondo: la pastorale è una e non può essere settorializzata. Un’autentica pastorale sa prendersi cura della persona così come è, nella sua condizione di vita, nelle diverse stagioni della vita! Un’autentica pastorale non si specializza, non si settorializza ma a tutti dona l’occasione di incontrare il Signore. Una pastorale di questo tipo non solo è efficace ma produce, spontaneamente, frutti di ogni tipo: persone che si consacrano, persone che si sposano, persone che decidono di dedicare la propria vita agli altri nel quotidiano lavoro, persone che cercano di eliminare, per quanto è possibile, le condizioni umane di disagio di ogni tipo (povertà, ingiustizia, miseria). Questo avviene non perché è stata trasmessa un’idea ma perché il Signore si è manifestato a uomini e donne che, seppur fragili, seppur peccatori, hanno deciso di imitare Colui che per amore è disceso agli inferi. Una pastorale che permette l’incontro con il Risorto non è una cosa facile! Per la tendenza, tipica di ogni uomo, di preferire il conosciuto allo sconosciuto, che spaventa, nelle nostre comunità non si tenta di dare avvio ad una pastorale diversa. Ciò avviene anche per due motivi: i sacerdoti non sono formati e il popolo di Dio non è preparato. Si ritiene più opportuno continuare sulla strada già conosciuta che imboccare una strada di cui non si conosce l’approdo. E’ questa una pastorale che non sa fare i conti con le mutate condizioni culturali, sociali, ecclesiali, è una pastorale che da’ a tutti un dono – pensiamo al sacramento della riconciliazione e dell’eucaristia dati in tenera età, al sacramento della confermazione dato in età adolescenziale - ma non offre la gioia di godere appieno del dono ricevuto nel corso della propria esistenza. Tanto più che in coloro che hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana Gesù è un insieme di norme che non devono essere violate, un complesso di dottrine non facilmente accessibili: come possono costoro essere testimoni gioiosi dell’incontro avuto con il Signore? Ed inoltre: come possono costoro, nel cammino temporale dell’esistenza, essere testimoni credibili di un Dio misericordioso nella loro condizione di vita?


Post popolari in questo blog

I paradossi del cattolicesimo borghese (4). La mancanza di un'autorità nella Chiesa.

I paradossi del cattolicesimo borghese (3). Il peso della storia e la difficile riforma della Chiesa.

Il gioco in Gadamer.