I paradossi del cattolicesimo borghese (6). La grande assente: la Parola di Dio.

 


Occorre porci con estrema lucidità e realismo un’altra domanda: come si può pretendere che la Parola dica qualcosa al gregge se non ha detto nulla al pastore del gregge? Molto spesso nelle liturgie domenicali, quando arriva il momento dell’omelia, si assiste ad uno sproloquio più o meno lungo dal punto di vista cronologico. Molti sacerdoti sono gli autori di questi infelici discorsi che donano al popolo di Dio grandissima frustrazione e confusione. Tali discorsi, più o meno biblici. più o meno moraleggianti, non sono affatto uno stimolo per una rinnovata testimonianza. Occorre prendere coscienza che se è vero che il dettato conciliare della Dei Verbum non ha prodotto il risultato sperato, è altrettanto vero che il vituperato Concilio di Trento imponeva ai vescovi di scegliere tra i sacerdoti uno che si dedicasse “anima e corpo”, esclusivamente, cioè, alla Sacra Scrittura. Non solo, quindi, il Vaticano II è stato disatteso, ma anche il Tridentino. Come può il popolo di Dio rinnovarsi se non conosce la Parola di Dio? Su che cosa può fondarsi il rinnovamento di vita di ogni membro del Corpo di Cristo? Siamo come i nostri fratelli maggiori, gli ebrei, che nell’esilio a Babilonia si resero conto della loro ignoranza a riguardo della Parola di Dio. Solo dopo l’esilio, infatti, si passò a redigere gli attuali libri dell’Antico Testamento e durante l’esilio venne istituita la sinagoga dove Israele poteva ascoltare la voce di Dio. La Sacra Scrittura è la Parola di Dio messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito (Dei Verbum): come si può pretendere di conoscere Dio e di percorrere le sue vie se non si conosce la Parola di Dio? “L’ignoranza della Sacra Scrittura è ignoranza di Dio”! Un popolo non formato alla Parola e dalla Parola è destinato a perdersi nei marosi della storia. Un seme potrà anche nascere ma le preoccupazioni del mondo, gli inganni, le illusioni lo soffocheranno. La responsabilità di questa mancata formazione non ricade tanto sui sacerdoti – se non hanno una sana abitudine di mettersi in ascolto della Parola di Dio, come possono aiutare altri ad appropriarsi della Sacra Scrittura? – ma sui laici che non hanno fame né sete e, quindi, non domandano, non chiedono.

Fine

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