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Un maestro della vita spirituale: André Louf.

A distanza da alcuni anni dalla sua  morte, avvenuta il 12 luglio 2010, vorrei ricordare una delle maggiori figure della spiritualità del Novecento: André Louf. 
Jacques, questo il suo nome di battesimo, nasce a Lovanio, in Belgio, il 29 dicembre 1929, terzo e ultimo figlio, unico maschio, di una famiglia molto religiosa.
Studia al collegio cattolico "Saint Louis" di Bruges e partecipa attivamente alla vita dell’Azione Cattolica Studentesca di quella città. Particolare il suo incontro con la vita consacrata e con il mondo del trappismo che racconta nel suo stupendo libro-intervista ‘Cantare la vita’. Nel maggio del 1945, subito dopo la fine della guerra, sta organizzando un campeggio di coetanei quando scopre, appena al di là della frontiera, il monastero trappista di Notre-Dame di Mont-des-Cats.
Entrando illegalmente in Francia, entra nella chiesa del monastero e lì viene colpito dal canto del Salve Regina che i monaci, in coro, stavano intonando. Egli così intuisce attraverso quel canto che Dio lo chiama a stare in quel luogo. Superate le resistenze della famiglia, in particolare del padre, quattro anni dopo vi entrerà come novizio. Divenuto professo solenne e assunto il nome di fr. André, viene inviato a Roma per compiere gli studi biblici presso il Pontificio Istituto Biblico.
A Roma fra i giovani studenti trappisti si discute molto circa la non opportunità che un monaco, che ha completato gli studi teologici, venga ordinato per forza sacerdote. Questa discussione era alquanto problematica perché andava contro una tradizione tipica del suo ordine. Fr. André è uno dei protagonisti di quel dibattito per nulla  gradito dai superiori del suo Ordine. Per questo rientra in monastero in sordina e gli viene affidato un incarico che di fatto lo esclude e lo isola dalla comunità. Qualche anno dopo, tuttavia, viene ordinato presbitero e, successivamente, a soli trentatré anni, è eletto abate.
Sono quelli gli anni del Concilio Vaticano II (1962-1965) e del profondo rinnovamento della vita religiosa e monastica. Prima della elezione ad abate ha incominciato a tradurre in francese alcuni testi della Filocalia, la grande raccolta di testi spirituali bizantini, dopo la sua elezione ad abate da’ avvio ad una nuova traduzione dei testi del mistico fiammingo Ruusbroec. Grazie all’assiduità di quei testi, p. André matura una sensibilità per la vita spirituale per la quale diventa noto in tutto il mondo e dalla quale sono nati dei libri, in italiano tradotti dalla Qiqajon di Bose, che stanno formando generazioni di monaci e di cristiani.
Con il suo sapiente discernimento diviene non solo uno dei protagonisti dell’aggiornamento conciliare nel suo monastero e nell’ordine trappista, ma una delle figure spirituali di maggiore autorevolezza nella Chiesa dei nostri giorni. Amante dei Padri del monachesimo ha intrapreso negli ultimi anni prima di morire la traduzione degli scritti di Isacco il Siro che ha influenzato moltissimo autori tra i quali Dostoevskij.
P. André Louf svolge per 35 anni il suo ministero di abate di Mont-des-Cats, poi, dando spazio al suo desiderio, nato in gioventù, di vivere in solitudine, lasciato l’incarico di guida della sua comunità, si ritira in un eremo nel sud della Francia, dove vive nella preghiera e nello studio degli amati padri del deserto. Egli, con la sua vita e con le sue opere, ci testimonia come il Signore possa essere incontrato nella propria coscienza, lì dove lo Spirito, come dice San Paolo ai Galati, grida: ‘Abbà! Padre!’.

Già pubblicato su www.korazym.org.