Per una teologia della carne

Si deve a due teologi di primo piano nel panorama italiano, come Maurizio Grochi e Pierangelo Sequeri, la creazione e la direzione della collana “I semi teologici di Francesco” presso le Edizioni San Paolo. Essa, come è evidente dal titolo, si prefigge di mostrare la densità teologica del magistero dell’attuale Papa a partire da alcuni argomenti. Appartiene a tale collana l’opera di Pagazzi, sacerdote della diocesi di Lodi, docente di Teologia sistematica alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e docente di Estetica del sacro all’Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano), che non vuole solo sottolineare quanto Francesco ha detto (e, forse, ancor più ha fatto) con il suo autorevole magistero, ma anche ‒ cosa più interessante ‒ dialogare con esso rivelando, nel caso specifico, l’importanza della carne per la fede cristiana. Va da sé che, se la carne è il cardine della teologia, occuparsene ed elaborare una “teologia della carne” è questione di vita o di morte. Cristo è risorto con il suo corpo e il cristiano è chiamato ad avere cura di ogni carne (cfr. Mt 25). Il tema è, pertanto, di estremo interesse e il Pagazzi, che da anni, con le sue opere, naviga in queste acque si trova a suo agio nel trattare, con profondità e acume, questo argomento, dialogando appunto con il Papa.

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